Casa Mazzotti

Voluta da Tullio d’Albisola e dalla famiglia Mazzotti come sede della propria attività di artigiani ceramisti, Casa Mazzotti è stata progettata dall’architetto futurista Nicolaj Diulgheroff a partire dal 1930, mentre la costruzione fu terminata nel 1934. Formatosi alla Bauhaus di Weimar e diplomatosi poi in architettura alla Regia Accademia Albertina, Diulgheroff (1901 – 1982) fu un pittore, grafico e architetto bulgaro che si trasferì a Torino e aderì al futurismo italiano.

Casa Mazzotti è l’unico esempio di abitazione futurista giunto intatto sino ad oggi, in quanto interamente progettata e realizzata sotto le direttive del progettista. Costruita in stile razionalista ma dinamico, nel corso degli anni la costruzione non ha subito modifiche o ampliamenti.  Caratterizzata da geometrie colorate e armoniche, che si intersecano e si incorniciano grazie alle parti tondeggianti e al gioco di luci e ombre. Dalla sua edificazione fino ad oggi, Casa Mazzotti ospita la manifattura Ceramiche Mazzotti e l’archivio documentale di Tullio d’Albisola.

Per la scelta dei colori, ecco una testimonianza scritta di Diulgheroff datata 26 luglio 1932: «Ho scelto tre toni: paglierino (quasi bianco) per l’avancorpo del negozio che spicchi bene nel complesso plastico della casa d’abitazione, invece in tinta grigio blu, sulla quale la torre della scala, che si incastra nel blocco centrale, è tinteggiata tutta in giallo terra o viceversa.»

Albisola: ceramica e futurismo.

Ad Albisola ceramica e futurismo hanno avuto uno stretto legame durante il secolo scorso. La cittadina ligure ha vissuto un periodo di grande fulgore artistico e rinomanza culturale internazionale soprattutto dagli anni ’20 agli anni ’60.

Tra il 1925 e il 1945 i grandi personaggi del “Secondo Futurismo”, da Marinetti a Depero, gravitavano intorno ad Albisola e diedero vita ad una duplice influenza artistica tra loro e i mastri ceramisti che già operavano nelle loro fornaci riproducendo i grandi stili come l’Art Dèco, il Levantino e l’Antico Savona. Anche negli anni seguenti, Albisola attirò numerosi artisti come lo “spazialista” Fontana o il “postcubista” Scanavino, che si ritrovavano a discutere di arte e cultura nello storico Bar Testa sul lungomare albisolese.

Forniamo qui un elenco di artisti futuristi e non che hanno gravitato intorno alla città e hanno frequentato le fornaci albisolesi:

  • Arturo Martini
  • Manlio Trucco
  • Filippo Tommaso Marinetti
  • Nino Strada
  • Fortunato Depero
  • Nicolaj Diulgheroff
  • Tullio díAlbisola
  • Farfa (pseudonimo di Vittorio Osvaldo Tommasini)
  • Fillia (pseudonimo di Luigi Colombo)
  • Lucio Fontana
  • Sergio Dangelo
  • Enrico Baj
  • Asger Jorn
  • Emilio Scanavino
  • Guillame Corneille
  • Wilfredo Lam
  • Aligi Sassu
  • Giuseppe Capogrossi
  • Roberto Crippa
  • Milena Milani
  • Sebastian Matta
  • Piero Manzoni
  • Agenore Fabbri

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Ceramiche Mazzotti

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